Svista su Guia (Soncini)

E' un tipo. Ha begl'occhi. E' simpatica, insomma ti viene voglia di picchiarla. Scrive su "Io Donna" su "Il Foglio" e altrove. E' una giornalista affermata. E' molto brava. Però insomma ti viene voglia di picchiarla.

Totti, una per tutte - di Guia Soncini, singola con (s)vista

Torni a casa convinta di non sopportare la cadenza romana, d'essere soggetta a violenti attacchi d'eczema appena senti una parlata strascicata, poi, il tempo di accendere la televisione, e ti ritrovi innamorata di Francesco Totti. Dev'essere merito di Fabio Fazio, che non del Mister l'ha fatto parlare m adi Ilary, intesa coma la sua quasi moglie. E così il capitano ha raccontato di come la sera non facciamo mai nulla perché lei è sempre stanca (sono io! sta parlando di me!). Ma soprattutto , di come lei si innervosisce quando lui gioca alla Playstation. Francesco guardami negli occhi: io so quanto quant'è importante per voi uomini la Playstation. Io ti capisco. Lo so che ci sono che ci sono due cose in grado di fare da babysitter ad un uomo, di tenerlo a bada in modo che non avanzi pretese assurde tipo trovare qualcosa di commestibile a tavola o - peggio - fare sesso. Due soli sono gli anestetici per il maschio moderno: partita di calcio e Playustation. E siccome i calciatori le partite le guardano con la squadra, io benedirei la presenza della Playstation nella nostra vita a due. Vita a due che è anche nei tuoi programmi, l'ho capito alla fine: mi stavi offrendo un appiglio. Ti ricordi, Francesco? Hai detto che Ilary mangia sedici rigatoni. Contati. Lo dicevi a Fazio, ma stavi parlando con me. D'accordo. Faccio la dieta dei sedici rigatoni. nei sedici giorni che ci vorranno perché diventi uguale a Ilary, non è che tu potresti fare il corso di dizione con cui Silvio Muccino si è tolto la zeppola?

Startegia da copiare - di Guia Soncini, singola con (s)vista

Ho scoperto un trucco. Me l'ha selato un maschio (temo non sia un buon segno, che un maschio mi sveli i suoi trucchi con le femmine: significherà che mi considera di genere neutro?). Pare che, se dovete andare al cinema con un uomo, di norma funzioni così: lui vi propone di vedere un qualunque paurosissimo horro (Cursed, mettiamo), contando sul fatto che voi, in nome della riduzione del danno, accettiate di lì a poco di andare a vedere qualche film da maschi che mai avreste scelto, roba tipo Electra. Il porco non ha mai avuto intenzione di vedere Cursed, stava facendo solo del terrorismo psicologico. Siccome è inutile lamentarsi delle strategie maschili, molto meglio saccheggiarle, ho deciso di adeguarmi. Siccome sono due mesi che cerco un uomo che mi accompagni al concerto di Ornella Vanoni e Gino Paoli e la mia richiesta viene respinta al mittente, ho deciso di provare con qualche prospettiva abbastanza terrorizzante da far sembrare Vanoni-Paoli un rifugio sicuro. Dite che una maratona di DVD di Meg Ryan può funzionare da spauracchio?

(da "Io donna", inserto del www.corriere.it del sabato)

Tredici SMS o una rosa? - di Guia Soncini, singola con (s)vista

Non sono andata a cena con un uomo. Lo so, non è una notizia, ma il punto sono le modalità. Dunque, io e questo tizio ("io e questo tizio" prima che egli legga e si agiti, è dicitura del tutto scevra d'implicazioni sentimentali) abbiamo un appuntamento per cena - essenzialmente dovuto all'aver entrambi il frigo vuoto e nessun programma più allettante - all'ora x al tal ristorante. Io arrivo con i miei bravi dieci minuti di ritardo. E lui non è ancora arrivato. Siccome non esiste che lui sia più in ritardo di lei, non nella mia grammatica della relazione tra i sessi, me ne vado sdegnata. A quel punto lui, per scusarsi dell'inadeguatezza, mi manda tredici (tredici) sms. La questione è: come glielo spieghi, a un uomo adulto, che gli sms sono un mezzo di comunicazione da adolescenti? Come glielo spieghi, che ci sono cose non praticabili entro 160 caratteri (le prime che mi vengono in mente: le scuse, il corteggiamento, il licenziamento)? Come glielo spieghi, che un mazzo di fiori non costa molto più di tredici sms ma ti fa fare una figura assai migliore?

(da "Io donna", inserto del www.corriere.it del sabato)

Il prezzo della festa - di Guia Soncini, singola con (s)vista

Lasciate che ve lo dica ora, ora che San Valentino - il giorno più irritante dell’anno - è passato: non sono mica contenta. Io non pretendevo cioccolatini con scatole a forme di cuore o mazzi di rose inglesi o lettere d’amore, per quanto nessuna di queste cose mi avrebbe fatto schifo. Però ora si esagera. La sera del 14 febbraio sono tornata a casa, e nella cassetta delle lettere c’erano tre buste. Un estratto conto della carta di credito che mi comunicava di avermi addebitato il costo delle mie vacanze, dei miei vestiti, della spesa nel mio frigo. Un colorato cartoncino con cui il negozio www.miumiu.com mi informava che era arrivata la collezione primavera-estate: il minimo, visto che io e la mia carta di credito siamo così buone clienti. Una ricevuta della banca per il bonifico che ho fatto per pagare l’affitto di casa. Ora, passi non ricevere lettere d’amore (basterebbero anche gli sms), ma, per la festa della donna, è troppo chiedere che un uomo prelevi le mie buste dalla cassetta delle lettere e, accertato che contengono solo conti, li paghi lui?

di Guia Soncini (da "Io donna", inserto del www.corriere.it del sabato)

Un romantico cartellino - di Guia Soncini, singola con (s)vista

Cominciava a venirmi il dubbio che i completini tutti pizzi e ferretti,
oltre che punitivamente scomodi, fossero una spesa inutile: tanto gli uomini vogliono solo roba che si sfili in fretta. Poi il Brutto Bastardo è venuto a riprendersi il suo lettore dvd. Non voleva più vedermi (sai che novità), ma prima di decidere che era finita per sempre (per la trentasettesima volta) me l’aveva prestato, e ora lo rivoleva. E’ arrivato, si è diretto in camera a riprendere il suo stupido lettore, io neppure l’ho accompagnato, ho fatto la donna superiore, e dopo un attimo lui è uscito dalla stanza. A mani vuote. Con un romanticismo che neanche Ufficiale e Gentiluomo, mi ha preso tra le braccia e ha sussurrato: “ Una che spende tutti quei soldi in un paio di mutande merita che l’investimento venga valorizzato” Dunque lasciare il cartellino di La Perla in bella vista sul letto era servito, ho pensato con soddisfazione quaranta secondi dopo. Mentre su quello stesso letto ci rotolavamo soddisfatti: io, lui,  e le mie scomodissime mutande nuove.

di Guia Soncini (da "Io donna", inserto del www.corriere.it del sabato)